Date of Award

2016

Degree Type

Dissertation

Degree Name

Doctor of Philosophy (PhD)

Graduate Group

Romance Languages

First Advisor

Fabio Finotti

Abstract

In questa ricerca studio il modo in cui il concetto d’identit� emerge dagli articoli di giornale e dalle pagine diaristiche di Italo Svevo, nel contesto delle ultime battaglie per l’unificazione del Regno d’Italia a cavallo tra i secoli diciannovesimo e ventesimo. Nato Aaron Hector Schmitz, l’autore ha scelto lo pseudonimo Italo Svevo, che racchiude entrambe le proprie radici Italiane e Austro-Ungariche, per firmare le proprie opere letterarie in una Trieste contesa tra il decadente impero asburgico e il nascente regno italiano. In particolare, mi concentro sul contributo sveviano alla battaglia sul riconoscimento dell’identit� italiana nella comunit� triestina all’interno del panorama mediatico triestino, caratterizzato da una forte polarizzazione politica, e in cui anche il dibattito culturale era avvelenato dalle contese nazionaliste. Tenendo in considerazione gli studi compiuti sinora sull’identit� autoriale sveviana a partire dalle sue opere narrative, la mia ricerca contribuisce al dibattito accademico mettendo in luce da un lato i modi in cui Svevo esplora opere, movimenti e teorie artistiche alla moda sia nei suoi articoli di giornale sia nel suo diario, dall’altro il modo in cui l’autore commenta indirettamente le politiche identitarie del proprio tempo. In particolare, mi concentro sul modo in cui Svevo crea sulla pagina la propria identit� narrativa e la colloca in relazione con quella delle altre comunit� triestine (in particolare quella austriaca e quella slovena). Ho preso in prestito il concetto d’identit� narrativa dalle riflessioni di Paul Ricoeur contenute nella trilogia Tempo e racconto e in S� come un altro di. Secondo il filosofo, l’identit� risulta da un processo ermeneutico circolare, che il riflette il desiderio di autoconoscenza del soggetto e si moltiplica attraverso infiniti atti di scrittura e di lettura. Inoltre, l’identit� del soggetto trae beneficio dalla relazione con un’ineliminabile alterit� (Ricoeur 2005, xviii) considerata un’autentica risorsa per il soggetto (Ricoeur 2005, xix). Il soggetto dunque non soltanto abbandona una dimensione solipsistica dell’esistenza, ma costruisce la propria identit� all’interno di uno spazio pubblico caratterizzato da componenti politiche ed etiche. Pertanto, leggere gli scritti giornalistici e diaristici sveviani attraverso le lenti delle categorie filosofiche ricoeuriane mi permette da un lato di mettere in discussione una delle metafore che ancora oggi troppo spesso designano Trieste, il “crogiolo di culture,” e dall’altro di osservare il modo in cui l’autore complichi l’idea di italianit� attraverso le proprie riflessioni sull’estetica e la politica dell’identit�, dall’interno del proprio circolo irrendentista.

Embargoed

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